EFFICIENZA ENERGETICA

Progettiamo e realizziamo edifici ad alta efficienza energetica

a Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova

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Efficienza energetica: in edilizia, la sfida di un nuovo approccio culturale e tecnico. Nelle intenzioni del legislatore la sensibilità di fronte alla “questione energetica in edilizia” doveva essere incentivata dalla certificazione energetica obbligatoria che è stata introdotta in Italia a macchia di leopardo con il risultato che oggi è sotto gli occhi di tutti: vi sono regioni che hanno investito su procedure in grado di qualificare fortemente sotto il profilo energetico i nuovi immobili (e gli interventi di risanamento energetico) ed altre che ne hanno vanificato la portata riducendo la certificazione energetica a mero iter burocratico con la conseguente produzione di un “certificato colorato” che spesso non è rappresentativo del reale status energetico dell’edificio. Per molti l’introduzione della certificazione energetica avrebbe dovuto stimolare il mercato edilizio favorendo lo sviluppo di una nuova generazione di edifici di fascia alta in grado di attrarre le nuove aspettative di acquirenti attenti. È vero, alcune regioni hanno saputo favorire questo tipo di dinamica con procedure rigorose ma sovente il certificato energetico non è che un documento prodotto e allegato al rogito o al contratto di affitto senza che la portata del suo contenuto sia compresa dall’acquirente/affittuario.


Interrogativi Aperti Quali gli interrogativi di fronte ad un simile panorama?
Per rispondere a questo interrogativo occorre spostare l’attenzione sul committente/acquirente finale dell’immobile ponendo alcuni quesiti:

Chi si è incaricato di diffondere “cultura energetica” presso gli utenti finali?
Chi spetta il compito sin qui decisamente sottovalutato di “formare” gli acquirenti affinché siano preparati al momento dell’acquisto?
Quanti potenziali acquirenti si sono presentati da un costruttore o si sono rivolti ad un’agenzia immobiliare chiedendo i requisiti e le prestazioni energetiche di un immobile e non solo travi a vista e parquet?
Quante persone si chiedono quale sarà il livello di comfort invernale ed estivo di un immobile?
E ancora, quanti potenziali acquirenti si interrogano sull’entità della bolletta del metano o di quella elettrica?

Il problema parte proprio da questi interrogativi, ovvero dalla mancanza di cultura sull’argomento, oltre che dall’assenza della consapevolezza da parte di molti acquirenti sul fatto che esista un nuovo modo di vivere le nostre case, un nuovo modo di abitare improntato non solo su un minor costo rispetto al passato ma su un ridottissimo costo di gestione con un livello di benessere indoor ben più elevato di quello attuale.
Ci illudiamo forse che un privato cittadino possa orientarsi da solo nel mercato immobiliare avendo in mano il solo certificato energetico? Quali sono le informazioni minime che dovrebbe avere un privato cittadino per fare una scelta “attenta” e consapevole riguardo le caratteristiche energetico/prestazionali del nuovo immobile?


Il primo passo: coinvolgere i committenti La prima grande rivoluzione può essere attuata coinvolgendo attivamente i committenti/acquirenti finali e nella e la diffusione di informazioni e “cultura energetica” in un mercato che si sta evolvendo rapidamente.
È vero, rispetto ai vecchi fabbricati da "Legge 10" (cioè costruiti tra il 1991 e 2005) abbiamo assistito ad un raddoppio dello spessore degli isolanti (passando da 4 a 8 centimetri...), i rendimenti dei sistemi di climatizzazione invernale si sono innalzati grazie all’introduzione delle caldaie a condensazione e sistemi di regolazioni più efficaci ma, nonostante tutte queste novità, non abbiamo cambiato strada, non abbiamo avuto il coraggio di cambiare rotta definitivamente. Infatti riscontriamo ancora costruttori e progettisti che ignorano le regole del buon costruire trascurando il tema della correzione dei ponti termici, della tenuta all’aria degli edifici, dell’isolamento dei cassonetti, ecc…il tutto mentre le procedure di certificazione sfornano ogni giorno decine di certificati cui non sempre corrisponde un incremento della qualità del costruito.


Il secondo passo: massima attenzione all'involucro La seconda vera “rivoluzione energetica” consiste nel concentrare l’attenzione sull’involucro (muri, solai, tetti, finestre, ecc) e non sull’impianto: spostare questo baricentro significa costruire involucri opachi e trasparenti sempre più efficienti e iper-isolati (isolamento con spessori di 20/25/30 cm) in grado di avere fabbisogni ridottissimi fino al 90/95 % in meno di un vecchio immobile!
Guardate l’immagine del secchio e ve ne farete immediatamente l’idea!
Se il secchio corrisponde all’involucro e il liquido in esso contenuto corrisponde al comfort abbiamo tre casi rappresentativi dell’evoluzione nel tempo dell’efficienza energetica fino al vero obbiettivo dell’azzeramento (o quasi) dei fabbisogni.

Così come fatto negli ultimi 30 anni stiamo ancora progettando i nostri edifici e gli impianti di climatizzazione invernale “inseguendo” i consumi ovvero “coprendo” i fabbisogni e non riducendoli ai minimi termini. Così facendo continueremo ad inseguire il problema senza risolverlo.


Lo standard dell'EDIFICIO PASSIVO e NEAR ZERO ENERGY I nuovi immobili probabilmente consumano in media il 60 – 70 % in meno di quelli costruiti 30 anni fa ma il loro fabbisogno complessivo è ancora alto se confrontato con esempi virtuosi già largamente diffusi in tutta Europa.
Anche la Comunità Europea se ne è accorta e con la Direttiva del Parlamento Europeo 2010/31/EU del 19 Maggio 2010 (recentemente integrata dalla direttiva 2012/27/UE) ha modificato la precedente direttiva 2002/91/CE che aveva introdotto la certificazione energetica richiedendo un ulteriore miglioramento della prestazione energetica nel settore edilizio con un richiamo esplicito a sistemi passivi di riscaldamento e raffrescamento con l’obbiettivo ambizioso della realizzazione di edifici a consumo quasi zero entro il 2020.
La verità è che oggi abbiamo competenze per risanare e costruire nuovi edifici NEAR ZERO ENERGY secondo standard consolidati e procedure collaudate. Questi standard è oggi nota come EDIFICIO PASSIVO e si sta diffondendo in tutta Europa e nel resto del mondo.
Si tratta di immobili progettati secondo principi di bioclimatica e costruiti con tecnologie già presenti sul mercato e sono concepiti per garantire fabbisogni di riscaldamento e raffrescamento ridottissimi garantendo nel contempo livelli di comfort indoor molto elevati.
La filosofia di un EDIFICIO PASSIVO è tutto sommato semplice: un’attenta progettazione bioclimatica per sfruttare al meglio gli apporti solari, un involucro dalla prestazioni di isolamento termico superiori che riduce le dispersioni e contribuisce a “trattenere” tutti i contributi passivi provenienti dall’attività antropica all’interno dell’edificio.
Con questo standard si accettano fabbisogni e consumi ridottissimi che vengono “coperti” da impianti piccolissimi. Se un committente/acquirente sapesse anche che il costo di una casa passiva non è di molto superiore ad una casa di fascia alta forse ci rifletterebbe bene prima di acquistare/costruire/ristrutturare l’immobile della vita.
Oggi in Austria 1 casa su 4 è costruita secondo questo approccio (hanno già superato la soglia dei 3.000.000 di mq passivi nel settore residenziale) e dal 2014 tutte le case dovranno rispettare lo standard PASSIVO.
E in Italia? Continueremo a stampare certificati colorati? Continueremo a seguire le “mode impiantistiche”?


La "mission" dello studio. La nostra convinzione è che per proporre un comfort elevato e uno standard energetico davvero efficiente, in grado di resistere alle sfide del tempo, alle classificazioni energetiche e alle “mode impiantistiche” sia necessario superare il mero rispetto delle norme attuali le cui maglie sono ancora troppo larghe e lontane dallo standard passivo coinvolgendo direttamente i committenti, diffondendo “cultura energetica” e progettando l'efficienza energetica.