CASE PASSIVE

Il nostro studio ha adottato lo standard europeo del Passive Haus Institute

A Bergamo, Brescia, Lodi, Cremona, Mantova.

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L’introduzione della certificazione energetica obbligatoria degli edifici sia a livello nazionale che regionale avrebbe dovuto produrre come risultato una nuova qualità nel settore dell’edilizia basato su un elevato livello di efficienza energetica. In realtà, dai primi bilanci e dai primi studi, sta emergendo che di qualità e di efficienza energetica se ne è vista ben poca.
Anche l’Europa se ne è accorta e con la Direttiva del parlamento europeo 2012/27/UE del 5 dicembre 2012 ha integrato la precedente direttiva 2010/31/UE che aveva introdotto la certificazione energetica stabilendo un ulteriore miglioramento della prestazione energetica in edilizia e un richiamo esplicito a sistemi passivi di riscaldamento e raffrescamento

La nostra convinzione è che per proporre uno standard qualitativo energeticamente efficiente e con un elevato livello di confort sia necessario superare il mero rispetto della norma attualmente vigente le cui “maglie” sono ancora troppo larghe e lontane dall’obbiettivo della qualità.
Nella scelta di uno standard energetico di riferimento il nostro studio ha adottato lo standard europeo del Passive Haus Institute. Uno standard innovativo e già in linea con l’Europa in grado di superare nei fatti sia l’attuale classificazione energetica in voga, sia le “mode” in materia di impianti di riscaldamento e raffrescamento.
Questa scelta deriva dalla nostra consapevolezza che con le attuali conoscenze la costruzione di un edificio “Zero Energy” o addirittura “Energy Plus” oggi è possibile, (magari non semplice), ma doveroso ed economicamente vantaggioso.

Costruire e certificare un edificio secondo lo standard del PHI è possibile anche in Italia: l’Europa ce lo insegna (Germania in testa) ma ormai sono decine anche in Italia gli edifici passivi e non mancano corsi ed esempi di best practice. Oggi tale scelta, soprattutto per chi si appresta a ristrutturare o ampliare la propria abitazione, a risanare energeticamente un edificio o a realizzarne uno nuovo, consentirebbe di puntare su uno standard di qualità elevatissima, garantendosi il valore economico dell’immobile e allineandosi alla Direttiva del Parlamento europeo (così come integrata dalla nuova direttiva 2012/27/UE) che intende tagliare drasticamente i consumi e le immissioni di CO2 in atmosfera.

Costruire un edificio passivo non significa necessariamente installare pannelli fotovoltaici sul tetto. Per costruire un edificio passivo (secondo lo standard del Passive Haus Institute) è necessario costruire un involucro ad altissime prestazioni energetiche, privo di ponti termici, con altissima tenuta all’aria, (pressoché ermetico cioè senza “spifferi”) in grado di sfruttare al meglio gli apporti solari (e quindi orientato correttamente secondo i principi di bioclimatica).
Per raggiungere prestazioni energetiche così elevate sono necessari isolamenti termici con spessori elevati: cappotti da 25 cm, isolamento dei tetti e dei solai con 30 cm di isolante, oltre a serramenti con tripli vetri, ecc.

Altra condizione indispensabile, soprattutto per un edificio residenziale, è l’installazione di un sistema di ventilazione meccanica controllata con recuperatore di calore, che consente continuamente il ricambio e la salubrità dell’aria interna immettendone di nuova dall’esterno, recuperando energia dall’aria calda in uscita preriscaldando l’aria fredda in ingresso. L’esistenza di tutti questi presupposti in un edificio passivo si può tradurre, nei casi più spinti, nell’utilizzo dell’impianto di ventilazione meccanica controllata per il riscaldamento dei locali riducendo ai minimi termini il sistema di riscaldamento attivo con un conseguente taglio netto dei costi classici di impianto.