RIQUALIFICAZIONE INVOLUCRO

Vicenza

PREMESSA L'edificio in progetto con il suo volume compatto e le dimensioni, considerato come addizione a quello esistente, spicca sicuramente quale segno importante sia alla scala urbana che architettonica. L'orientamento dell'asse principale dell'edificio parallelo alla viabilità di quartiere e alla viabilità principale favorisce l'inserimento alla scala urbana del nuovo edificio, trasformando, di fatto, la facciata principale in una grande "vetrina" aperta sul Viale del Sole, esaltando il rapporto strada/edificio. Per chi proviene dalla zona Nord della città lungo il Viale del Sole, questo "rapporto" è ancora più immediato e leggibile. Infatti, lasciata alle spalle la lunga cortina edilizia a ridosso del viale le densità edilizie degradano e si allontanano dalla strada, "aprendosi" al nuovo quartiere terziario/commerciale. La frapposizione dei parcheggi fra il Viale del Sole e il sedime da edificare, ovvero la distanza fra edificio e strada ne favoriscono una lettura più naturale come parte del paesaggio urbano circostante. Considerata la viabilità locale del comparto in progetto, in relazione all'accessibilità dell'area riteniamo vi siano due scale/ottiche di lettura dell'edificio in progetto: la prima è quella urbana e architettonica per chi transita in entrambe le direzioni lungo il Viale del Sole (prospetto sud/est); la seconda per quanti accederanno al quartiere da Nord che si rapporteranno con il nuovo edificio nella sua interezza (prospetto Nord/Est e prospetto Sud/Est).

IL PROGETTO ARCHITETTONICO Volume, orientamento dell'edificio sono vincoli di progetto. Così come il fabbricato esistente a Sud costituisce preesistenza con cui relazionarsi. Uniche variabili di progetto sono la composizione architettonica della facciata vincolata da una ipotesi di massima della maglia strutturale (peraltro piuttosto fitta, circa 5 ml sul lato strada). Lo sviluppo del tema dell'involucro innovativo, secondo noi, trae origine da un approccio bioclimatico di tipo passivo. Appurato che l'asse principale dell'edificio è deviato verso Est di circa 40° rispetto alla direttrice Nord/Sud abbiamo simulato irraggiamento diretto del sole sulla facciata Sud/Est (quella più esposta) in vari giorni dell'anno. Da tale studio è emerso che una idonea collocazione di lamelle orizzontali lungo entrambe le facciate consente un efficacie controllo solare nella stagione estiva garantendo, nel contempo, un ottimale apporto solare nella stagione invernale. Questa scelta, oltre che per ragioni climatiche (un minore surriscaldamento estivo richiede un basso fabbisogno per il condizionamento dei locali, mentre un alto guadagno solare invernale favorisce un minore fabbisogno per riscaldamento) ci ha consentito di caratterizzare la facciata dell'edificio esaltandone la linearità. Inoltre ci siamo spinti ad una ridefinizione del profilo longitudinale del frangisole optando per una sezione variabile in luogo del classico profilo rettangolare. Questa "variante" da un lato ci ha consentito di valorizzare la linearità della facciata ottenendo un effetto di movimento e un gradevole dinamismo della facciata. Il visitatore/fruitore di questa architettura dai tratti semplici e lineari ne potrà cogliere sia la semplicità che il dinamismo. Infatti il gioco di luci e ombre diurne create dai frangisole a sezione variabile garantiranno una percezione diversa e dinamica in relazione alla posizione assunta dal potenziale osservatore (sia esso nel quartiere che in transito lungo il Viale del Sole). L'architettura della facciata è completata dal coronamento superiore e dalla "vela" verticale lungo la facciata Sud/Est (a confine del fabbricato esistente) e all'estremità della facciata Nord/Est. In particolare: la cornice verticale a confine con la proprietà Schiavo-Visentin vuole essere elemento di distacco e "chiusura" con quella preesistenza e funge da "cornice" dei frangisole. La veletta superiore ha un andamento rettilineo che contrasta ma esalta la percezione dell'andamento irregolare delle lamelle sottostanti. Da queste premesse di natura bioclimatica abbiamo optato per ampie e regolari chiusure trasparenti in facciata tipiche della produzione edilizia prefabbricata. Tale scelta garantisce una percezione ottimale dell'edificio anche nell'ambientazione notturna con illuminazione artificiale dall'interno. In realtà la scelta di definire l'architettura della facciata dietro al "filtro" costituito dal sistema delle lamelle consente di "liberare" la composizione del rapporto pieni/vuoti della facciata stessa, consentendo, eventualmente, una diversa articolazione delle aperture rispetto a quella da noi proposta.

L'EFFICIENZA ENERGETICA L'efficienza energetica si completa oltre che con il controllo dell'irraggiamento solare anche con la previsione di una idonea stratigrafia per la parete in oggetto. In tal senso abbiamo previsto una pannello prefabbricato in calcestruzzo pieno (spessore cm 12) e un cappotto esterno in EPS (polistirene espanso) spessore cm 20 e conducibiltà termica pari a 0.031 W/m K. Una siffatta parete consente di ottenere una trasmittanza pari a 0,15 W/mq K, valore molto buono e migliorabile con maggiori spessori di pannello isolante. Abbiamo previsto la posa di isolante senza soluzione di continuità lungo tutto il lato freddo dell'involucro. Anche il fissaggio della struttura principale dell'orditura metallica dei frangisole è ancorata alla facciata tramite giunti a taglio termico per garantire l'assenza di discontinuità nello strato isolate esterno.